22 febbraio: Giornata internazionale del Massone

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Non solo i non “addetti ai lavori” ma anche molti massoni rimarranno sorpresi nell’apprendere che oggi, 22 febbraio, in molte parti del mondo si celebra la “Giornata Internazionale del Massone”, ricorrenza nata nel 1994 in ricordo della nascita di George Washington, massone e primo Presidente degli Stati Uniti d’America.

I detrattori della massoneria forse storceranno il naso a questa notizia, eppure costoro dovrebbero sapere che la percezione della Massoneria nella opinione pubblica di molti Paesi è assai diversa da quella purtroppo diffusa dalle nostre parti.

Basti pensare alla Gran Bretagna, dove la massoneria è considerata una antica e nobile istituzione volta al bene comune, tanto che per secolare tradizione il Gran Maestro deve essere un membro della famiglia reale (ad oggi lo è il Duca di Kent, cugino della Regina Elisabetta). O alla Francia, dove la massoneria è da tutti considerata un baluardo a difesa del libero pensiero e della democrazia repubblicana.  O agli Stati Uniti d’America, dove l’appartenenza ad una loggia massonica è considerato dai più un merito e un onore.

Persino nella piccola Cuba, il regime castrista sin da subito ha rispettato la massoneria locale, tanto che le logge massoniche cubane, dopo la rivoluzione, hanno potuto continuare le loro attività senza alcuna restrizione, perché considerate utili alla società e al bene comune.  E così in tanti altri Paesi.

In Italia invece la Massoneria viene guardata con sospetto, e ostacolata, tanto da proibire l’adesione a logge massoniche a diverse categorie di dipendenti pubblici, e iscritti a partiti, con norme di dubbia costituzionalità. Spesso oggetto di attacchi feroci dai suoi detrattori, non di rado la massoneria viene associata al malaffare, se non addirittura accusata di collusione con organizzazioni malavitose, come se queste avessero bisogno della massoneria per condurre i loro loschi affari.

Le ragioni di tale visione negativa sono molteplici. In parte storiche, in parte culturali, in parte ideologiche.  Non ci vogliamo addentrare qui in lunghe disamine di fatti, eventi e circostanze che hanno portato allo sviluppo del sentimento antimassonico: vi sono interessanti saggi disponibili per chi vuole approfondire (vedi: L. Pruneti – “La sinagoga di Satana. Storia dell’antimassoneria” – Ed. Giuseppe Laterza).

Ricordiamo però che la massoneria, che ha tra i suoi principi fondamentali la libertà di pensiero, è sempre stata osteggiata, e addirittura perseguitata, da tutti i regimi dittatoriali, sia di destra che di sinistra. Anche oggi, chi vuole imporre un pensiero unico la contrasta, adducendo motivazioni che sono in realtà basate sulla distorsione dei fatti e sul pregiudizio.

Dobbiamo però riconoscere che anche la massoneria ha le sue colpe, non essendo stata capace, talvolta, di riconoscere per tempo e allontanare alcuni personaggi che, ammessi in una loggia, hanno tentato di sfruttare per propri scopi personali, non sempre leciti, le relazioni amicali venutesi a creare tra gli aderenti.  Purtroppo, impostori e millantatori di piccolo e grande cabotaggio sono sempre stati presenti nelle organizzazioni sociali e la massoneria non ne è esente.  Il comportamento di tali personaggi ha danneggiato e danneggia l’immagine della massoneria, e ne subiscono le conseguenze anche le organizzazioni massoniche serie e regolarmente costituite, il cui unico scopo è quello di educare, attraverso la pratica delle ritualità, alla tolleranza, al rispetto dell’opinione altrui, e alla solidarietà verso il prossimo, di favorire lo scambio di idee e la conoscenza reciproca fra iscritti, e offrire ai propri membri un percorso di studio e ricerca nell’ambito del simbolismo e della tradizione ermetica.

La massoneria seria, quella vera, non merita di essere guardata con sospetto; anzi, come avviene in altri Paesi, dovrebbe essere considerata una organizzazione antica e benemerita, i cui membri, nei momenti difficili della storia del nostro Paese, hanno mantenuto vivi i principi che sono alla base della società civile e della nostra Repubblica.

Proprio in ricordo di tutti coloro che, aderendo a una loggia massonica con convinzione e abbracciandone i principi, si sono adoperati per il bene comune, anche noi, Gran Loggia Liberale d’Italia, assieme a tanti altri nel mondo, vogliamo ricordare e celebrare oggi la Giornata Internazionale del Massone.

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